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Scottish Crowdfunding Ending 2013 on a Positive Note

The closing months of 2013 seemed to demonstrate something of an up tick in the levels of interest in crowdfunding in Scotland.

East Fife football club launched a campaign for £100,000 to develop a new stand and other facilities at the club.

A second equity platform, ShareIn, launched in Scotland. Brewdog have pursued a further funding round in their own inimitable style closing in on a £4.25 million investment through their Equity for Punks scheme.

The  MacAulay & Co show show on BBC Radio Scotland  invited me on to speak about the phenomenon of crowdfunding – and you can hear that here if you missed it.

The first successful Scottish equity crowdfunding round on Crowdcube  completed as NewGalexy hit and exceeded their target – having sought some £100,000 for 10% of equity and reaching £200,000 for 20%

The Scottish Parliament took a real interest in crowdfunding as part of an investigation by the Economy, Tourism and Energy Committee began and investigation of the alternative funding sector. We were privileged to be asked to give evidence to the committee and if you missed that session you can see it here.

It is particularly pleasing to see the political classes recognising the potential of the democratising of capital to bring about positive change, entrepreneurial dynamism, and direct engagement of the people with shaping their financial future

And all that is a year when the first Scottish hybrid equity platform Squareknot launched and we released the ground breaking Crowdfunding the Scottish Perspective report – commissioned by the Glasgow Chamber of Commerce. Whilst the report demonstrated that Scotland was under using the resource and opportunity of crowdfunding perhaps this flurry of events late in the year might indicate some positive developments to address that.
What does it promise for 2014? Well we hope only good things. But one thing for certain is that whatever does happen you will find the best commentary, coverage and insight on crowdfunding and the crowd empowered economy and society here at twintangibles.

La preparazione è essenziale per avere successo nel crowdfunding – La storia di RunRev

Ieri sono stato ad Edinburgo per partecipare al seminario sul crowdfunding tenuto da RunRev, dove Kevin Miller, direttore di RunRev, ha esaminato in dettaglio i passi della loro campagna che ha raccolto £493,000 in 30 giorni su Kickstarter.

La campagna di RunRev è uno dei case study inclusi nel nostro report, Crowdfunding – The Scottish Perspective (un lavoro commissionato dalla Camera di Commercio di Glasgow), recentemente pubblicato, e rappresenta un’ottima testimonianza dell’arte del possibile con il crowdfunding. Non solo la campagna ha raccolto una somma significativa in soli 30 giorni, al tempo la somma più alta raccolta su Kickstarter in Regno Unito nel settore tecnologia – ma è anche testimonianza diretta del potere trasformativo del crowdfunding, in quanto ha messo RunRev in grado di elaborare un business model interamente nuovo, di sviluppare il proprio prodotto in open source e di farsi accompagnare in questo percorso da tantissimi fan appassionati.

Chiave del successo, come accade per la maggiorparte delle campagne di crowdfunding, è stato il livello di preparazione e analisi che il team di RunRev ha effettuato ancora prima di pensare di lanciare la campagna, e Kevin ha condiviso molto di questo processo durante la sua presentazione.

Nei workshop o consulenze che effettuiamo con i nostri clienti, usiamo il processo TAMP per aiutare le persone a preparare le propria campagna di crowdfunding.

Si tratta di una sequenza logica di passi che vi guidano attraverso l’iter, spesso complesso, di considerazioni e preparazioni che precedono una campagna di crowdfunding. Vi spinge ad affrontare le domande chiave in una sequenza ottimale, in modo tale da porvi nella condizione migliore per portare avanti una campagna di successo. E questo è importante. Troppe campagne falliscono e spesso sentiamo di persone che non si preparano adeguatamente e poi cercano disperatamente di recuperare un progetto che è già in corso ma ormai sulla via della fallimento. In genere, è troppo tardi.

Il vecchio detto “una preparazione mal fatta prepara una disfatta” è difficilmente più appropriato di quanto lo sia nel contesto di una campagna di crowdfunding.

Il processo TAMP è un acronimo che sta per Target, Audit, Metodo, Pianificazione/Preparazione

Nella sezione Target consideriamo cose come la somma necessaria e quanto sia accurata e realistica; entro quando deve essere disponibile; quanto è flessibile tale scadenza; qual è il risultato sperato; come si inserisce nel contesto strategico della vostra società? Queste cose possono far emergere molti punti decisivi e considerazioni importanti che andranno ad informare significativamente i passi successivi del processo.

L’Audit analizza le risorse tangibili e intangibili che potete usare per la campagna, che potrebbero includere cose come capacità, strumenti, capitale relazionale e sociale, risorse di tempo e risorse umane che sono a vostra disposizione.

E’ solo a quel punto che potete considerare di prendere una decisione sul migliore modello di crowdfunding da usare. Il vostro progetto è più adatto all’equity, al reward, al social lending o a cosa al momento? Non è solo una funzione di preferenze personali, bensì si basa sul risultato dei passi precendenti. Se avete una preferenza per una metodologia ma i primi passi vi suggeriscono che il vostro progetto non è adatto ad essa, è possibile sviluppare un piano per adattare i target e sviluppare ulteriori risorse alternative rispetto a quelle identificate in fase di Audit. Naturalmente i limiti di tempo identificati nella sezione Target potrebbero essere difficili da rispettare, ma è tutto parte del mix. Tutte queste cose vanno prese in considerazione nel processo precedente alla fase in cui si comincia a mettere tutto insieme, a preparare e pianificare.

La fase di Pianificazione/Preparazione include passi come valutazione di progetti simili, sviluppo di messaggi chiave, ricerca di feedback, piani di comunicazione, sviluppo del team, identificazione di key influencers, produzione del video, preparazione del budget, consultazioni varie. Avrete infatti una lista di passi molto lunga sviluppata da quello che avrete appreso nelle fasi iniziali del processo.

La fase finale di esecuzione della campagna una volta che è live spetta a voi!

L’esperienza di RunRev dimostra come grande preparazione e esecuzione possano portare risultati eccellenti. Kevin e il suo team terranno un atro evento a Glasgow nelle prossime settimane. Se volete partecipare potete contattare Mildred Foo. Se sarà come a Edimburgo, ci si aspetta un bella partecipazione.

Se desiderate aiuto nel preparare la vostra campagna di crowdfunding o cercate guida esperta per usare il processo TAMP, o ancora se volete partecipare ad uno dei nostri workshop sul crowdfunding, contattateci.

Il Crowdfunding in Scozia

La settimana scorsa twintangibles ha presentato il report “Crowdfunding – The Scottish Perspective”, commissionatoci dalla Camera di Commercio di Glasgow. Il report espone i risultati di una analisi approfondita della consapevolezza e dell’atteggiamento delle imprese scozzesi verso il crowdfunding, e il ruolo di quest’ultimo come mezzo di finanziamento alternativo dopo la crisi finanziaria e economica partita nel 2008.

Tra i risultati principali, l’evidente e continuo bisogno di finanziamenti soprattutto a livello di PMI, e fin qui nessuna sorpresa. I dati più importanti riguardano invece l’entità del finanziamento generalmente cercato e a cosa verrebbe dedicato: in entrambi i casi, le risposte si sposano bene con il crowdfunding.
Le imprese intervistate cercano in media una somma di £50.000 (ca. EUR 58.000) e in molti casi i finanziamenti sono richiesti per innovazione e sviluppo di nuovi prodotti o servizi. Il crowdfunding nelle sue varie forme è ben capace di raccogliere tali somme per un progetto ben gestito. Inoltre, l’elemento della validazione della folla su un progetto di crowdfunding può portare vantaggi considerevoli a coloro che stanno sviluppando servizi o prodotti nuovi e innovativi.
Ad ogni modo, è emerso chiaramente che la Scozia sta sfruttando ben poco le opportunità presentate dal crowdfunding, e il perché non si spiega con una semplice risposta.
Sembra che una maggiore consapevolezza e una comprensione più profonda del potenziale del crowdfunding debbano essere maggiormente integrate nella business community in modo tale da costruire la fiducia necessaria per trasformare un semplice interesse nel crowdfunding in coinvolgimento attivo.
Crediamo che la Camera di Commercio di Glasgow abbia fatto un passo importante nel commissionare questo report e speriamo che questo sia solo l’inizio di un processo che porti la Scozia ad approfittare maggiormente delle opportunità offerte dal crowdfunding.
Il report è consultabile e scaricabile gratuitamente qui.