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Equity Crowdfunding in Italia – Sei mesi dopo

Sono passati sei mesi da quando il regolamento CONSOB in materia di crowdfunding è entrato in vigore in Italia. Si è trattato di un evento significativo in quanto ha reso l’Italia il primo paese in Europa ad introdurre formalmente il crowdfunding equity-based in una legislazione nazionale.

Molte discussioni e molti dibattiti da allora, ma senza una grande quantità di avvenimenti reali e tantomeno di informazioni sullo stato delle cose. Tanto fumo e niente arrosto? Lasciando da parte per ora la questione dell’apparente mancanza di condivisione di informazione, è giusto e doveroso chiedersi – dopo sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento – dove siamo davvero con l’equity crowdfunding in Italia?

Il regolamento è entrato ufficialmente in vigore alla fine di luglio e, inevitabilmente, prima di iniziare a veder spuntare offerte e investitori sul web, erano necessarie le piattaforme in grado di gestire tali offerte e investimenti. Secondo il regolamento, gli aspiranti gestori di piattaforme hanno bisogno dell’approvazione formale ad operare da parte della Consob, l’autorità finanziaria nazionale, che deve autorizzarli e inserirli nel Registro dei gestori di portali. Chi può gestire una piattaforma? Secondo il regolamento, tutti gli individui e le istituzioni che soddisfino i requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dalla Consob, che possono essere suddivisi in due gruppi –  i non professionali, che sono sottoposti a un processo di valutazione da parte dell’autorità finanziaria, e le Banche e altri intermediari finanziari, che vengono inseriti in una sezione speciale del registro. Questo gruppo deve semplicemente comunicare alla Consob il proprio interesse a operare come gestore di portale di crowdfunding . Tali organismi sono in effetti pre-approvati ma devono comunque attendere di essere ufficialmente inclusi nella sezione speciale del registro.

Forse a sorpresa, la prima piattaforma di equity ad essere abilitata ad operare è stata una “non speciale”, che ha dovuto completare il pieno processo di approvazione. Si chiama StarsUp, elencata nel registro a partire dal mese di ottobre 2013. E’ stata seguita da Unicaseed, piattaforma gestita dall’intermediario finanziario Unicasim, che curiosamente ha dovuto aspettare un po’ più a lungo per vedere abilitato il proprio portale, ora inserito nella sezione speciale del Registro.

Fin qui tutto bene, due piattaforme abilitate, ma cosa stanno facendo? Unicaseed, come avevamo annunciato lo scorso mese, ha lanciato la prima offerta il 31 dicembre con Diaman Tech Srl, spin-off del gruppo Diaman Holding. La startup innovativa sta sviluppando un software di analisi finanziaria ed è in cerca di € 147.000 (18.92 % del patrimonio netto). L’offerta è attualmente in fase di due diligence da parte di un investitore istituzionale. Starsup è partita questa settimana, con un’offerta di Cantiere Savona Srl, giovane startup che sta sviluppando un concetto innovativo e sostenibile per la costruzione di yatch. I tre giovani fondatori sono alla ricerca di 380,000€. Le offerte si chiuderanno dopo un periodo di 3 e 4 mesi rispettivamente, quindi tra la fine di marzo e la fine di maggio sapremo il destino di queste due esperienze pioniere.

Dobbiamo anche riconoscere il pionierismo delle piattaforme d’avanguardia, che devono essere applaudite per la loro innovazione. Anche se forse non saranno perfette, stanno certamente camminando su un terreno nuovo e impostando il cammino di coloro che seguiranno. E lo stanno facendo anche con l’aiuto della folla. Leonardo Frigiolini, AD di Unicaseed, ha dichiarato che stanno imparando molto dalle persone che hanno iniziato a utilizzare il loro portale e che inviano giornalmente suggerimenti di miglioramento, che il team di Unicaseed prende attentamente in considerazione. Per una società di intermediazione mobiliare come Unicasim, questo rappresenta un modo nuovo di operare, e mentre il crowdsourcing può sembrare familiare e banale a molti di noi, per le società finora attive nel mondo chiuso e conservatore dei mercati finanziari non lo è. Stiamo forse assistendo gli inizi di una più ampia innovazione nel mercato finanziario tradizionale anche attraverso queste piccole cose?

Ciò che colpisce di più a questo punto è la mancanza di altre piattaforme. Nell’ultima analisi del mercato del crowdfunding italiano (effettuata con Ivana Pais), abbiamo identificato 9 piattaforme di equity in fase di lancio, ma finora se ne contano solo due.

Per cercare di capire cosa sta succedendo e il perché di questo apparente ritardo, abbiamo ascoltato alcuni aspiranti gestori di portali. Quello che abbiamo scoperto è che le questioni chiave sono – forse prevedibilmente – problemi legati alla compliance per soddisfare i requisiti del regolamento, e al tradurre gli articoli del regolamento in un vero e proprio portale. Vale anche la pena ricordare che queste piattaforme sono, in molti casi, anch’esse delle start-up e la gestione dei costi associati alla compliance può certamente prendere tempo. Molti commentatori nei media hanno tradotto questo ritardo in un messaggio: “il regolamento è troppo rigido”.  Ma i protagonisti non sempre condividono questo punto di vista , anche quelli che stanno trovando il processo di approvazione piuttosto lungo e intricato. Sulla domanda se è facile diventare una piattaforma di crowdfunding equity-based o no, la risposta generale è stata “no”, e ad esso si è generalmente aggiunta un’altra domanda: “dovrebbe esserlo?”

L’ingresso nel mercato di un buon numero di Gestori (almeno 10 direi) sarebbe un fatto positivo e potrà contribuire a rendere credibile lo strumento, ma aprire il processo a chiunque, senza regole, significherebbe mettere la crescita del settore e la tutela degli investitori e degli emittenti  a rischio” , dice Carlo Piras , co -fondatore di Starsup.

Uno sviluppo interessante è emerso quando abbiamo avuto il piacere di partecipare ad una tavola rotonda organizzata dalla LUISS, Università e Business School di Roma e co-organizzatori dell’ultima edizione di Crowdfuture. L’incontro è stato volto a presentare un progetto intitolato DREAM che potrebbe avere un impatto significativo sulla crescita dell’equity crowdfunding in Italia. Il Luiss DREAM (Diritto e Regole per Europa Amministrazione e Mercati)  è il nuovo centro di ricerca del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università , diretto dal prof . Gian Domenico Mosco. L’acronimo che forma il nome può anche essere interpretato nel suo significato inglese di sogno, ma in italiano va a alludere all’obiettivo di semplificare il contesto giuridico e i regolamenti. Uno dei suoi obiettivi sarebbe quello di creare risorse legali accessibili per le start-up che desiderano raccogliere capitale di rischio attraverso portali online. Un progetto interessante e ambizioso, che aderisce ai principi di democratizzazione del capitale.

Come punto finale per concludere questa rapida panoramica dello stato del  crowdfunding equity in Italia a sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento, accenniamo ad un esempio di progetto equity based italiano che ha deciso di andare all’estero. E’ il caso di GlassUp , una startup italiana che ha già completato una campagna di crowdfunding reward based su IndieGoGo nel giugno 2013. Ora stanno cercando di raccogliere £ 100.000 ( 7,69% equity) su Seedrs, piattaforma di equity crowdfunding con sede nel Regno Unito.

Abbiamo chiesto il perché della decisione di andare all’estero. Secondo Francesco Giartosio, CEO e fondatore di GlassUp, la volontà è stata quella di provare un round equity dove fosse già presente un track record di finanziamenti di successo. Ma questo non significa che sia la soluzione più semplice e conveniente (ad esempio, se avranno successo dovranno creare un’entità giuridica nel Regno Unito perché Seedrs ammette solo start-up britanniche) . Mentre questo episodio può essere visto come una perdita per l’Italia, va ricordato che tale mossa non esclude la possibilità di un altro round su una piattaforma italiana ad un certo punto nel futuro.

Insomma, molta carne al fuoco in un periodo relativamente breve. Ma la democratizzazione dei capitali non può certamente avvenire in un solo giorno.

Equity Crowdfunding al via in Italia

La prima offerta in equity-crowdfunding in Italia è stata annunciata lo scorso venerdì. DIAMAN Tech Srl, una startup innovativa, è stata presentata dal portale Unicaseed, il primo intermediario finanziario ad essere autorizzato dalla CONSOB alla gestione di un portale di equity-crowdfunding. Questo in seguito all’implementazione del regolamento che ha reso l’equity crowdfunding legale in Italia.  Al momento, solo un’altra piattaforma di equity crowdfunding, Starsup, è stata inserita nel registro della CONSOB, ma non ha ancora pubblicato offerte.

Diaman Tech S.r.l. sviluppa software di analisi finanziaria e prevede di utilizzare il finanziamento per portare i suoi prodotti sul mercato. Umberto Piattelli, dello studio legale Osborne Clarke, ha agito in qualità di consulente per garantire il rispetto di tutti gli aspetti legali e dei quadri normativi in preparazione per l’offerta di equity crowdfunding. “E’ stata davvero un esperienza interessante, attraverso la quale tutti i partecipanti hanno svolto un ruolo da “pionieri” in questa nuova disciplina regolamentare, mettendo in pratica quanto previsto dal Regolamento Consob n. 18592, a dimostrazione che questo tipo di raccolta non è solamente teorico“, dice Piattelli.

Si tratta anche del primo caso nel quale in Italia una società a responsabilità limitata ha creato una categoria di quote che stabilisce diritti differenziati per determinati soci. Questo è stato reso possibile dall’adozione della legge 221/2012 che ha introdotto il crowdfunding in Italia .

Quindi non solo l’Italia è stata il primo paese al mondo a creare una normativa specifica che consenta l’equity-based crowdfunding ma è anche il primo ad aver pubblicato un’offerta secondo le norme adottate. Fatto da non sottovalutare, in quanto in molti paesi della UE vi è ancora incertezza normativa a riguardo.

Ora aspettiamo di vedere cosa la “folla” pensa di questa offerta e soprattutto se è pronta per una tale innovazione. L’ultimo rapporto sul mercato del crowdfunding italiano ha evidenziato il fatto che c’è ancora una scarsa consapevolezza del crowdfunding nel Paese e che l’offerta sta forse superando la domanda. E’ vero tuttavia che l’adozione del regolamento sull’equity-based crowdfunding ha dato una spinta non indifferente alla conoscenza del crowdfunding in Italia, che per la prima volta è andato mainstream, discusso su giornali, radio e anche in TV .

Certamente l’annuncio della offerta è stato ampiamente condiviso e discusso su social media, giornali e blog. Ma aspettiamo di vedere se le parole e le interazioni si tradurranno effettivamente in capitale .

Crowdfunding Civico, un’alternativa di crescita (di Alessio Barollo)

Crowdfunding Civico, un’alternativa di crescita (di Alessio Barollo)

Introdurre il crowdfunding in Italia? Ci ha pensato la conferenza del 2012. Con questa nuova edizione l’obiettivo che ci siamo prefissati Tim ed io è quello di mettere insieme e far confrontare esperti provenienti da vari settori (economia, informatica, architettura, crowdfunding) accomunati da progetti o idee che riguardano le potenzialità delle communities (sia online che offline) per sviluppare, realizzare e finanziare progetti condivisi. Condivisi fra i portatori d’interesse che si occupano del futuro della città, mi riferisco a cittadini (ovviamente), amministrazioni, associazioni e imprese. Quello che mi piacerebbe ottenere dai loro contributi sono delle vision e delle prospettive per diffondere metodi di progettazione partecipata 2.0, di cui il civic crowdfunding fa parte in Italia, attraverso esempi e proposte.

Tentiamo di proiettare il metodo ad un futuro possibile per fornire un’alternativa di sviluppo e lo facciamo cercando di proporre soluzioni per sbloccare la creatività della comunità e dimostrare che l’innovazione può essere in grado di sostenerci. Ne parlerà Francesco Cingolani, architetto, blogger e tra i principali esperti e studiosi di progettazione partecipata in europa, ne è un esempio il progetto Dreamhamar.

Rimanendo nel mondo dell’architettura e della collaborazione avremo un contributo video da ZUS, che ha progettato e co-gestito uno dei più interessanti progetti di crowdfunding civico europeo o mondiale, mi riferisco alla passerella pedonale di Rotterdam e che propone il riutilizzo di edifici in disuso attraverso un’urbanistica “a tempo” (sentiremo dalle loro parole il significato), facendo aumentare così il loro valore immobiliare.

Ma il civic crowdfunding non punta esclusivamente alla realizzazione del manufatto quanto piuttosto a innescare una riqualificazione sociale tramite l’attivazione di progetti sociali e educativi. Dinamiche delle quali ci parlerà Emmanuele J. Pilia quale critico, curatore ed editore in ambito architettonico con particolare attenzione alle interazioni fra immaginario e città.

Di Angelo Rindone basta dire che è il fondatore delle prima piattaforma di crowdfunding al mondo, Produzioni dal Basso, nata ancora prima della parola “crowdfunding”, e questo basta per far capire le sue doti di innovatore a anticipatore dei tempi.

Non bisogna dimenticare l’aspetto economico, per questo abbiamo voluto la voce di Stefano Stortone che sperimenta direttamente attraverso il bilancio partecipativo l’utilizzo efficiente delle risorse ma soprattutto l’attivazione di processi di democrazia diretta/partecipativa, dove la partecipazione (attraverso il voto diretto e la delega) è rivolta a specifiche issues e/o progetti e non a persone e programmi politici.

Puntiamo sulle persone come elemento chiave di sviluppo per questo abbiamo deciso di farci raccontare il progetto Rhizomatica che mettono in condizione di poter comunicare e creare communities fornendo tecnologia mobile nei paesi in via di sviluppo.

Non vi basta? Nessun problema non è finita qui, perché per coordinare questo ricco parter ci siamo affidati alle mani esperte di Chiara Spinelli, un nome una garanzia quando si parla di crowdfunding, che metterà la sua esperienza ma soprattutto le sue idee al servizio di tutto il pubblico.

Tim, io (Alessio Barollo) e tutti i relatori siamo pronti a raccontare un nuovo modo di fare la città.

I biglietti per crowdfuture sono disponibili qui.

[Questo post è stato originariamente pubblicato sul blog di crowdfuture]

Bentornati al Crowdfuture

Bentornati al Crowdfuture

Dopo il grande successo dello scorso anno, torniamo quest’autunno con un’altra edizione di Crowdfuture, il maggiore evento italiano sul crowdfunding, che avrà luogo presso la LUISS di Roma il 19 ottobre.

La conferenza di quest’anno si svolgerà in cinque track parallele, ognuna dedicata a un aspetto contemporaneo e innovativo del crowdfunding, seguite da workshop e seminari pomeridiani. Ecco alcune anticipazioni su quello che accadrà a Roma a Ottobre.

Oliver Gajda, presidente della European Crowdfunding Network, sta curando la track sulla Regolamentazione Europea dove, tra gli altri, avremo Kristof de Buysere, esperto di European regulation sul crowdfunding e uno degli autori della European Crowdfunding Framework, presentata proprio in occasione di Crowdfuture 2012, e Umberto Piattelli dello studio legale Osborne&Clarke, da tempo attivi nell’ambito del crowdfunding europeo e primi sponsor confermati dell’evento.

La LUISS, partner logistico, sta curando la propria track sugli aspetti legali del crowdfunding, che focalizzerà l’attenzione sulla situazione in Italia e sarà coordinata dal prof. Gian Domenico Mosco. Ci saranno contributi da vari rappresentanti istituzionali che si concentreranno sulla legislazione recentemente implementata in Italia e altre questioni riguardanti la finanza comportamentale e il ruolo del crowdfunding nello sviluppo economico.

Alessio Barollo e Tim Wright stanno curando la track sul civic crowdfunding, uno dei trend più interessanti nel settore al momento, e avranno con loro, tra gli altri, Angelo Rindone, di Produzioni dal Basso, prima piattaforma di crowdfunding in Europa nata nel 2005, e Francesco Cingolani, blogger e designer.

Il Crowdfunding può avvalersi di tecniche di “gamification”, ovvero l’uso di meccaniche e dinamiche proprie dei giochi in contesti esterni, per creare più interesse o risolvere problemi. Una track dedicata a questo aspetto sarà curata da Leo Sorge, che esaminerà l’uso della gamification in campagne di crowdfunding di successo con il contributo, tra gli altri, di Claudio Bedino di Starteed.

Alessio Biancalana e Carlo Frinolli stanno curando una track interamente dedicata all’open source, che affronterà e scardinerà la dicotomia tra sviluppo software su committenza e sviluppo per le community.

Last but not least, annunciamo con piacere che avremo come keynote speaker di Crowdfuture 2013 la piattaforma equity-based britannica Crowdcube, che condividerà la sua esperienza di successo con il pubblico italiano.

E non è tutto. Crowdfuture continuerà nel pomeriggio con una vasta selezione di workshop e seminari. Tra gli altri, avremo un workshop su Crowdfunding e Personal Fundraising, teso ad analizzare il fenomeno del crowdfunding donation-based in Italia, evidenziandone le peculiarità in relazione al settore non-profit. E, per confermare la nostra attenzione ai trend innovativi del settore, ospiteremo anche un workshop sul Localvesting, tenuto da alcune piattaforme di local crowdfunding italiane.

L’anno scorso Crowdfuture ha avviato la discussione sul crowdfunding in Italia, esplorandone origini e modelli. Quest’anno approfondiremo le varie sfumature e gli sviluppi costanti di questo affascinante fenomeno. Ancora una volta, Crowdfuture è all’avanguardia, riuscendo a mettere insieme i trend e gli aspetti più innovativi del crowdfunding e contribuendo ulteriormente  alla sua crescita e al suo sviluppo.

I biglietti early-bid per la conferenza sono disponibili in quantità limitata qui.

La preparazione è essenziale per avere successo nel crowdfunding – La storia di RunRev

Ieri sono stato ad Edinburgo per partecipare al seminario sul crowdfunding tenuto da RunRev, dove Kevin Miller, direttore di RunRev, ha esaminato in dettaglio i passi della loro campagna che ha raccolto £493,000 in 30 giorni su Kickstarter.

La campagna di RunRev è uno dei case study inclusi nel nostro report, Crowdfunding – The Scottish Perspective (un lavoro commissionato dalla Camera di Commercio di Glasgow), recentemente pubblicato, e rappresenta un’ottima testimonianza dell’arte del possibile con il crowdfunding. Non solo la campagna ha raccolto una somma significativa in soli 30 giorni, al tempo la somma più alta raccolta su Kickstarter in Regno Unito nel settore tecnologia – ma è anche testimonianza diretta del potere trasformativo del crowdfunding, in quanto ha messo RunRev in grado di elaborare un business model interamente nuovo, di sviluppare il proprio prodotto in open source e di farsi accompagnare in questo percorso da tantissimi fan appassionati.

Chiave del successo, come accade per la maggiorparte delle campagne di crowdfunding, è stato il livello di preparazione e analisi che il team di RunRev ha effettuato ancora prima di pensare di lanciare la campagna, e Kevin ha condiviso molto di questo processo durante la sua presentazione.

Nei workshop o consulenze che effettuiamo con i nostri clienti, usiamo il processo TAMP per aiutare le persone a preparare le propria campagna di crowdfunding.

Si tratta di una sequenza logica di passi che vi guidano attraverso l’iter, spesso complesso, di considerazioni e preparazioni che precedono una campagna di crowdfunding. Vi spinge ad affrontare le domande chiave in una sequenza ottimale, in modo tale da porvi nella condizione migliore per portare avanti una campagna di successo. E questo è importante. Troppe campagne falliscono e spesso sentiamo di persone che non si preparano adeguatamente e poi cercano disperatamente di recuperare un progetto che è già in corso ma ormai sulla via della fallimento. In genere, è troppo tardi.

Il vecchio detto “una preparazione mal fatta prepara una disfatta” è difficilmente più appropriato di quanto lo sia nel contesto di una campagna di crowdfunding.

Il processo TAMP è un acronimo che sta per Target, Audit, Metodo, Pianificazione/Preparazione

Nella sezione Target consideriamo cose come la somma necessaria e quanto sia accurata e realistica; entro quando deve essere disponibile; quanto è flessibile tale scadenza; qual è il risultato sperato; come si inserisce nel contesto strategico della vostra società? Queste cose possono far emergere molti punti decisivi e considerazioni importanti che andranno ad informare significativamente i passi successivi del processo.

L’Audit analizza le risorse tangibili e intangibili che potete usare per la campagna, che potrebbero includere cose come capacità, strumenti, capitale relazionale e sociale, risorse di tempo e risorse umane che sono a vostra disposizione.

E’ solo a quel punto che potete considerare di prendere una decisione sul migliore modello di crowdfunding da usare. Il vostro progetto è più adatto all’equity, al reward, al social lending o a cosa al momento? Non è solo una funzione di preferenze personali, bensì si basa sul risultato dei passi precendenti. Se avete una preferenza per una metodologia ma i primi passi vi suggeriscono che il vostro progetto non è adatto ad essa, è possibile sviluppare un piano per adattare i target e sviluppare ulteriori risorse alternative rispetto a quelle identificate in fase di Audit. Naturalmente i limiti di tempo identificati nella sezione Target potrebbero essere difficili da rispettare, ma è tutto parte del mix. Tutte queste cose vanno prese in considerazione nel processo precedente alla fase in cui si comincia a mettere tutto insieme, a preparare e pianificare.

La fase di Pianificazione/Preparazione include passi come valutazione di progetti simili, sviluppo di messaggi chiave, ricerca di feedback, piani di comunicazione, sviluppo del team, identificazione di key influencers, produzione del video, preparazione del budget, consultazioni varie. Avrete infatti una lista di passi molto lunga sviluppata da quello che avrete appreso nelle fasi iniziali del processo.

La fase finale di esecuzione della campagna una volta che è live spetta a voi!

L’esperienza di RunRev dimostra come grande preparazione e esecuzione possano portare risultati eccellenti. Kevin e il suo team terranno un atro evento a Glasgow nelle prossime settimane. Se volete partecipare potete contattare Mildred Foo. Se sarà come a Edimburgo, ci si aspetta un bella partecipazione.

Se desiderate aiuto nel preparare la vostra campagna di crowdfunding o cercate guida esperta per usare il processo TAMP, o ancora se volete partecipare ad uno dei nostri workshop sul crowdfunding, contattateci.

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